sabato 2 febbraio 2019

Il piatto del Santo per l'Italia nel Piatto

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La rubrica dell'Itala nel piatto ogni mese vi propone ricette tipiche regionali legate alle diverse tradizioni italiane, spesso accompagnate da racconti, esperienze e ricordi uniti proprio a quella particolare pietanza.

Per questo mese abbiamo pensato a un tema culinario tutto speciale, che trae spunto dalle festività del Santo, che è usanza festeggiare in ogni singolo paese delle regioni italiane. 

Il giorno del Santo protettore è per ogni località motivo di festa, con manifestazioni, processioni e riunioni di famiglia. 
E' proprio durante questi incontri che sono nate nel tempo ricette in onore del Beato, realizzate ogni volta per esprimere la propria gratitudine, per la protezione e le grazie ricevute.

Questo mese, l'Italia nel Piatto, vi farà scoprire 20 bellissime ricette legate proprio alla festività di un Santo protettore di altrettanti paesini del nostro Belpaese.




Friuli Venezia Giulia: Frico di patate


Emilia Romagna: Le scarpette di S. Ilario 

Liguria: pane Martino      








Calabria: Lagane e ciciri  


Sardegna: Sa Cogone de Pistiddu  



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martedì 29 gennaio 2019

Differenza tra zuppa, minestra, creme, vellutate e passato di verdure: facciamo un pò di chiarezza.



Questo mese di gennaio, l'Italia nel Piatto vi ha presentato il tema "zuppe e minestre dopo le feste". 
20 belle ricette, gustose e leggere, della nostra tradizione culinaria, che ci aiuteranno a tornare in forma dopo le abbuffate delle feste trascorse. 
Con l'occasione Elena ha anche preparato un interessante post sulla preparazione della stracciatella, in particolare sulle differenze e similitudini di questa minestra che è servita in varie regioni nel nostro Bel Paese. 

Nel post di oggi, invece, vogliamo fare chiarezza sulla differenza che c'è tra la zuppa, la minestra e il minestrone, termini spesso utilizzati come sinonimi. In effetti la differenza tra queste tre portate c'è ed è pure sostanziale. Cercando di spiegarvi al meglio quali sono le diversità di preparazione di questi piatti, vi daremo delucidazioni anche per quanto riguarda altre tre pietanze a base di verdure, altrettanto apprezzate sulle nostre tavole: la vellutata, il passato e le creme. 



Quale differenza tra zuppe, minestre e minestrone? 


Iniziamo subito con il dire che per zuppe, minestre e minestroni la base in comune è la presenza delle verdure, che può essere anche la stessa per ognuna delle tre tipologie. 
Le differenze riguardano, invece, l'aggiunta o meno di pasta, legumi e cereali, oltre che di patate e mais. 

La minestra
La parola minestra nasce dal termine "amministrare" con il quale veniva indicato l'atto del capofamiglia di suddividere la preparazione a base di verdure tra i commensali. La minestra è una preparazione brodosa molto liquida, alla quale viene aggiunta pasta, riso, orzo o farro. 
E' una preparazione molto apprezzata sulle tavole degli italiani, tanto che ogni regione ha la sua tipicità nella preparazione della minestra. Ad esempio, in Lombardia si è soliti prepararla con il riso mentre in Emilia Romagna si aggiungono spesso i cappelletti.

La zuppa
Il termine zuppa, invece, deriva dalla parola "suppa" con il quale molti anni fa si indicava la fetta di pane che, posta nel piatto con il brodo, si inzuppava del liquido. In questo modo era possibile consumare un piatto più sostanzioso. La fetta di pane fungeva anche da mezzo per raccogliere il cibo dal piatto. 
La zuppa, a differenza della minestra, non prevede l'aggiunta di pasta, riso o altro. Inoltre, è una preparazione meno brodosa rispetto alla prima. L'aggiunta del pane o dei crostini fa si che il liquido venga assorbito, rendendo la zuppa ancora più densa. 

Il minestrone
Questa preparazione, in realtà, è una via di messo tra la zuppa e la minestra, infatti, è poco brodosa come la zuppa e può prevedere l'aggiunta di legumi, riso e pasta, come per la minestra.
Pare che il minestrone sia nato dopo la scoperta dell'America e l'introduzione della patata e del mais che sono stati aggiunti alle tradizionali preparazioni. 


Quale differenza tra vellutate, passato e verdure?
Vediamo ora di fare chiarezza sulla differenza tra queste tre preparazioni che hanno come base in comune la presenza delle verdure cotte e passate al frullatore, ovvero ridotte in purea.

Le vellutate
Le vellutate sono un comfort food dalla consistenza morbida e cremosa. Si preparano cuocendo 2 massimo 3 tipologie di verdure che poi sono frullate e legate con panna, tuorlo d'uovo o farina di cereali. Le vellutate possono essere preparate in tutte le stagioni, preferendo gli ingredienti del periodo. Ad esempio in autunno è tipica la vellutata di zucca, quella di cavoli o quella di porri. L'ortaggio che spesso accompagna queste verdure è la patata. 

Le creme
A differenza delle vellutate, nelle creme è presente un solo tipo di verdura, anch'essa frullata e legata con latte o farina di riso. Anche per questa preparazione ci raccomandiamo sulla stagionalità degli ingredienti, non solo per beneficiare al meglio delle caratteristiche nutrizionali delle verdure del periodo, ma anche per variare in sapore e colore le vostre ricette.

Il passato
Il passato altro non è che una zuppa nella quale le verdure sono frullate e servite con i crostini di pane. Si tratta di un piatto genuino, salutare e molto leggero. Spesso preparato per i più piccoli ma molto apprezzato anche dai più grandi nelle serate invernali. 

Ed ecco una carrellata di ricette tipiche regionali che potrete realizzare

Minestre
LIGURIA
Minestra di piselli secchi 
Minestra di riso e baccalà

TOSCANA
VENETO
SARDEGNA
EMILIA ROMAGNA
PUGLIA


Zuppe 
LIGURIA 
Zuppa di cavolo nero
Natalini in brodo 
Zuppa di ceci
Ciuppin
Reginette con le uova
Mes-ciua
Preboggion di patate e cavolo nero
TOSCANA
Garmugia
Sburrita di baccalà (zuppa di baccalà) 
VENETO
La mosa 
EMILIA ROMAGNA

Minestroni
LIGURIA
Minestrone con pesto 
LOMBARDIA
Minestrone alla milanese

Creme 
TOSCANA
Porrata bianca 
SARDEGNA
Crema di cannelini e dadolata di salame

Passato 
EMILIA ROMAGNA
Minestra di castagne (passato)







mercoledì 16 gennaio 2019

A ognuno la sua Stracciatella....

Minestra del paradiso

Il 2 gennaio L'Italia nel piatto ha sfoderato un elenco di zuppe e minestre da capogiro.
Questo gennaio freddo e nevoso richiedeva una raccolta di piatti "confortanti", ma leggeri - visto le feste natalizie appena concluse - e tutti sappiamo che la categoria "minestre-zuppe" è senz'altro la più azzeccata!
Valutando le ricette partecipanti, ci siamo resi conto della presenza ripetuta di una minestra in particolare: la stracciatella.
Abbiamo così pensato di "studiare" meglio questo piatto, valutando le varie versioni in base alle regioni di appartenenza e questo è quello che abbiamo trovato!

stracciatella romana, tradizione e bontà
Stracciatella romana

Pare che tutto parta da Roma (per poi diffendersi nel Centro Italia), in un passato non determinato, quando tra i piatti della tradizione natalizia rientrava il brodo di carne (di gallina, soprattutto), e visto la bontà di questo piatto  si avvertì subito l’esigenza di “riciclarlo” nei giorni successivi, si aggiunge quindi qualche ingrediente povero (pane, uova e formaggio) e si garantisce una cena da leccarsi i baffi.

Partiamo quindi con la versione Romana della nostra Marina (qui), che vuole parmigiano, uova, noce moscata, oltre naturalmente il brodo di carne.
Con gli stessi ingredienti ci affacciamo in Umbria, con qualche variante che aggiunge prezzemolo o scorza di limone.









Stracciatella marchigiana
Quest'ultima si trova pure nelle vicine Marche, infatti Annalaura, la propone propri così! (qui)
Se poi ci spostiamo in Romagna, la stessa minestra si prepara per Pasqua  chiamandola però minestra del paradiso o tardura (qui).

Giovanna, della Toscana, aggiunge il pepe e la scorza di limone, ma la ricetta base è simile a quella tipica di Roma.

Carla Emilia dalla Liguria inserisce tra gli ingredienti la  maggiorana e aglio tritato finissimo (diciamo la verità, la maggiorana ce l'aspettavamo dalla Liguria, visto che è un' erba aromatica molto utilizzata, ma l'aglio è stato una sorpresa!)

Girando poi nel web scopriamo una Stracciatella Abruzzese con i classici ingredienti, a cui viene aggiunto  un  bel pugno di indivia riccia, sì, proprio la verdura, siete rimasti basiti?

Il talismano della felicità - Ada Boni - copertina








Ma vi diremo di più, se consultate Il Talismano della Felicità di Ada Boni,uno dei primi manuali di cucina, edito all'inizio del secolo 1900,  un libro che non ha bisogno di presentazioni,  riporta addirittura 7 versioni!

Di seguito le foto con le ricette!










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.. versate  in brodo ben caldo e servite.

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Sperando di avervi incuriosito, ma anche interessato  vi invitiamo a partecipare alla nostra rubrica realizzando una ricetta inerente al tema del mese e pubblicando una foto sul tuo account IG utilizzando l'hastag #italianelpiatto_community e tagga @italianelpiatto.

mercoledì 2 gennaio 2019

Zuppe e minestre dopo le feste



Puntuali ritorniamo anche noi dell'Italia nel Piatto con un nuovo appuntamento per la nostra rubrica mensile. 
Dopo le abbuffate dei giorni di festa si ha l'esigenza di mangiare più leggero per smaltire le tante calorie accumulate tra pranzi e cenoni. 
In molte regioni italiane è consuetudine preparare, proprio nei giorni successivi a quelli del Natale e del Capodanno, pranzi leggeri fatti a base di zuppe, minestre e brodi. 

Ecco perché, per il tema di questo mese, l'Italia nel Piatto vi propone "zuppe e minestre dopo le feste" una serie di ricette realizzate proprio per tornare in forma e sentirsi nuovamente leggeri.
Delle preparazioni semplici e gustose, che vi aiuteranno a disintossicarvi e a stare nuovamente bene. 

Prima di passare alle 20 ricette regionali, l'Italia nel Piatto vi augura nuovamente un buon 2018 e vi invita a seguire la rubrica mensile che quest'anno sarà ricca di tante belle novità. 
Nessun testo alternativo automatico disponibile.
Valle D'Aosta
Seupa de pelon

Piemonte
Trentino Alto Adige
Zuppa allo Chardonnay di Terlano

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